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  • Immagine del redattoreDonatella Bollani

Trend: investimenti immobiliari ESG, come cambia il mercato

Il mercato finanziario sostenibile è in forte evoluzione e i numeri sono destinati a salire molto rapidamente.

I gestori dei fondi immobiliari vedono nella SFDR, Sustainable Finance Disclosure Regulation, l’opportunità di dimostrare il proprio impegno nella sostenibilità e stanno attuando piani per migliorare le strategie esistenti, riclassificare i fondi e lanciarne di nuovi, che rispettino i parametri dalla loro nascita. Ne ho parlato con Riccardo Ronchi, Managing Director Development Management di Kryalos SGR. La leva finanziaria indurrà importanti cambiamenti alla filiera del Real Estate; cambiamenti già in atto e che stanno coinvolgendo tutte le figure professionali, dagli asset manager ai progettisti sino ai gestori dei patrimoni, richiedendo nuove competenze e una nuova capacità di dialogo trasversale.

Aggiungo in chiusura di Summary le “Linee guida per l’applicazione della Green Taxonomy in azienda”, pubblicata da Assolombarda. La tassonomia, con un linguaggio uniforme a livello europeo, aiuterà il mondo finanziario, le imprese e gli enti pubblici a capire cosa si intenda per investimento o azione sostenibile, come calare la tassonomia nel contesto aziendale, come un’impresa è posizionata rispetto ai criteri minimi richiesti e come colmarli per accedere a canali di finanziamento dedicati.




Chi frequenta il mio podcast sa che inizio sempre con una breve intervista. In questa puntata ho avuto il piacere di approfondire il tema con Riccardo Ronchi, Managing Director Development Management di Kryalos SGR.


Dati


Morningstar Inc., società leader nella fornitura di ricerche finanziarie indipendenti, in un report pubblicato nel mese di luglio 2022, dal titolo SFDR: Four Months After Its Introduction fornisce un aggiornamento sull'universo dei fondi sostenibili europei che rientrano sotto la nuova classificazione dell'articolo 8 e 9 della Sustainable Finance Disclosure Regulation, entrata in vigore il 10 marzo 2022.

Se per numero rappresentano circa il 25% del totale dei fondi, in termini di asset, i prodotti inclusi nell'articolo 8 e 9 corrispondevano a luglio ad una quota maggiore, nello specifico del 34%. Si tratta di una percentuale così composta: 30,3% di fondi articolo 8 e 3,7% articolo 9.

La Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR) sistematizza il quadro della finanza sostenibile dell’Unione Europea e contrasta fenomeni di green washing, introducendo informazioni obbligatorie sulle caratteristiche ESG dei prodotti di investimento e sulle modalità con cui le stesse impattano sul processo di gestione.


In particolare, da un punto di vista giuridico, si combinano il Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019 relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR), integrato dal successivo Regolamento (UE) 2020/952 relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili (Green Taxonomy).


Vi rimando alla puntata del mio podcast dedicata al tema della Green Taxonomy


Cosa sono i fondi articolo 8, 9 e 6?

L’SFDR richiede alle aziende di classificare i loro prodotti di investimento in una delle tre categorie: Articolo 9, fondi che hanno un obiettivo di investimento sostenibile (con un forte focus ESG); Articolo 8, fondi che promuovono, tra le altre caratteristiche, caratteristiche ambientali o sociali (con un certo grado di attenzione ESG) e Articolo 6, fondi che non rientrano negli articoli 8 o 9 (senza focus ESG).


Per qualificarsi come articolo 9?

i fondi devono dimostrare di essere

  • Full Integration dei fattori ESG (inclusi i rischi per la sostenibilità) nella gestione del prodotto, influenzando tutto il processo decisionale;

  • Il prodotto deve mirare a creare un cambiamento positivo per l'ambiente o la società, che sia in linea con uno o più degli SDG delle Nazioni Unite - agenda sulla sostenibilità 2030;

  • Deve essere in atto una formale policy di Engagement che richieda una partecipazione attiva dell’asset manager.


Tutte le aziende devono soddisfare il "Do No Significant Harm - DNSH" secondo i sei obiettivi ambientali della tassonomia dell'UE”:

  1. Mitigazione dei cambiamenti climatici;

  2. Adattamento ai cambiamenti climatici;

  3. Uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine;

  4. Transizione verso un’economia circolare;

  5. Prevenzione e riduzione dell’inquinamento;

  6. Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.


Alla luce delle missioni elencate, la Tassonomia ha previsto 3 requisiti che un’attività deve rispettare per essere definita eco-sostenibile:

  • Deve fornire un contributo sostanziale ad uno dei sei obiettivi ambientali;

  • Non deve arrecare un danno significativo a nessuno degli altri obiettivi ambientali (DNSH);

  • Deve rispettare le garanzie sociali minime.


Il principio Do No Significant Harm (DNSH) prevede che anche gli interventi programmati dai PNRR nazionali non arrechino nessun danno significativo all’ambiente: questo principio è fondamentale per accedere ai finanziamenti del RRF - Recovery and Resilience Facility. I piani devono includere interventi che concorrono per il 37% delle risorse alla transizione ecologica.


Particolare rilevanza è data dalla normativa SFDR alla misurabilità dei criteri di sostenibilità applicati nella gestione e ai risultati ottenuti che devono essere comunicabili e comunicati in maniera trasparente agli investitori per favorire la comparabilità tra prodotti che si definiscono ESG.

La rendicontazione di sostenibilità mette a disposizione delle aziende preziose indicazioni per lo sviluppo strategico e per trasformare la sostenibilità in un vantaggio competitivo.


Vi aggiungo in chiusura di Summary le “Linee guida per l’applicazione della Green Taxonomy in azienda”, pubblicata da Assolombarda.


Assolombarda si è posta l’obiettivo di accompagnare le imprese anzitutto nella comprensione dei profondi cambiamenti che stanno interessando il sistema economico e di aiutarle ad orientarsi nel nuovo panorama disegnato dal legislatore europeo, sia per prepararsi agli adeguamenti che già oggi sono (e in prospettiva ulteriormente saranno) richiesti loro dal sistema finanziario, bancario e assicurativo, sia per affrontare le richieste dei bandi PNRR per quanto riguarda l’assolvimento del principio di non arrecare un danno significativo all’ambiente “Do No Significant Harm” (DNSH) di provenienza tassonomica.

In questo contesto assume grande rilevanza il processo di regolamentazione della finanza sostenibile attuato dalle istituzioni europee per garantire regole comuni e un approccio organico per contrastare il green washing e creare canali di finanziamento dedicati alle imprese che possano realmente dimostrare di essere sostenibili. Il pilastro alla base di questo processo di regolamentazione è la tassonomia, lo strumento che, con un linguaggio uniforme a livello europeo, aiuterà il mondo finanziario, le imprese e gli enti pubblici a capire cosa si intenda per investimento o azione sostenibile, come calare la tassonomia nel contesto aziendale, come un’impresa è posizionata rispetto ai criteri minimi richiesti e come colmarli per accedere a canali di finanziamento dedicati. Con il PNRR, poi, alcuni elementi introdotti dalla tassonomia sono oggi utilizzati per richiedere garanzie di sostenibilità ambientale ai soggetti coinvolti nell’attuazione del Piano e nella realizzazione dei progetti.


Aggiungo anche il Rapporto Consob di ottobre 2022 che si concentra sulla DNF, la rendicontazione non finanziaria, come leva di trasformazione per le imprese.


Lo studio sull’andamento della rendicontazione non finanziaria realizzato dall’Autorità italiana per la vigilanza dei mercati finanziari permette di analizzare il ruolo e l’evoluzione della sostenibilità in relazione al processo decisionale delle aziende e di individuare i segni di trasformazione strategica a livello di modelli di business.


Attraverso il mio podcast continuerò ad occuparmi di finanza sostenibile e di come le ricadute dei nuovi regolamenti europei entrino, e lo faranno sempre di più, nella quotidianità di chi si occupa anche di progettazione e gestione delle nostre città, degli spazi ed edifici che abitiamo.


Continuate a seguirmi, vi terrò aggiornati attraverso il mio podcast e sul blog labollani.it


A presto da #LaBollani


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